Atto del Consiglio

 

Dati dell' atto

PG (Nr. / Anno) 385164  /  2016
O.d.g. (Nr. / Anno) 1  /  2017
Data seduta 23/01/2017
Data esecutività 23/01/2017
Unità di riferimento Area Benessere di Comunità - Area Affari Istituzionali Quartieri e nuove cittadinanze
Oggetto REALIZZAZIONE DEL SERVIZIO SOCIALE TERRITORIALE UNITARIO - RIDEFINIZIONE DELL'ASSETTO DEI SERVIZI.


Testo dell'atto



La Giunta propone al Consiglio la seguente deliberazione,
IL CONSIGLIO

Premesso che:

- la Regione Emilia Romagna ha definito un importante processo di riordino istituzionale delle forme di gestione dei servizi sociali e socio-sanitari con la Legge regionale 26 luglio 2013, n. 12 “Disposizioni ordinamentali e di riordino delle forme pubbliche di gestione nel sistema dei servizi sociali e socio-sanitari. Misure di sviluppo e norme di interpretazione autentica in materia di Aziende pubbliche di Servizi alla Persona” e le successive determinazioni della Giunta Regionale DGR n. 1982/2013 “Legge regionale 26 luglio 2013, n. 12 – Primo provvedimento della Giunta Regionale”;

- la Regione Emilia Romagna con DGR 1012/2014 ha assunto le “Linee guida per il riordino del Servizio Sociale Territoriale” per il riordino del Servizio Sociale Territoriale che definiscono il “servizio sociale del territorio come l’azione professionale di carattere polivalente rivolta a tutta la popolazione di un territorio circoscritto: azione connotata dalla multidimensionalità dell'intervento (persona, organizzazione, territorio), dall’unitarietà metodologica, dall'integrazione sociale-sanitaria e pubblico-privato e dall’interdisciplinarietà, che modella le sue funzioni sulle esigenze del territorio specifico e sviluppa le proprie competenze in un rapporto di fiducia e attraverso processi di attivazione che coinvolgono apporti professionali diversi. Il servizio sociale si pone obiettivi di tipo promozionale- educativo, curativo-riabilitativo e gestionale-organizzativo sia nella dimensione individuale dell'analisi e dell'intervento, sia nella dimensione istituzionale e comunitaria”;

- più nello specifico, “in Emilia Romagna il Servizio Sociale Territoriale è ciò che garantisce “l'accesso al sistema integrato di interventi e servizi sociali, la valutazione, la ricerca, il counseling, la progettazione e l'accompagnamento in favore di persone singole, di famiglie, di gruppi e di comunità, il sostegno e il recupero di situazioni di bisogno e la promozione di nuove risorse sociali e realizza interventi per la promozione e lo sviluppo del capitale sociale della comunità. Garantisce, altresì, l'accesso al sistema dei servizi socio- sanitari, laddove previsto, in stretto raccordo con l’Ausl del territorio”;

- il Servizio Sociale Territoriale è da intendere in senso ampio come dispositivo organizzativo e professionale che garantisce l'accesso universalistico al sistema integrato dei servizi e degli interventi sociali e socio-sanitari. In questo senso la dimensione territoriale del servizio sociale deve essere intesa e declinata sia come radicamento negli ambiti locali dei Quartieri, sia come ambito più ampio - di livello cittadino - per i servizi garantiti a particolari target di utenza;

- sempre dalle Linee Guida per il riordino del Servizio Sociale Territoriale, risulta “importante chiarire che, dallo sportello sociale fino al servizio sociale professionale, il Servizio Sociale Territoriale è un unicum non divisibile e che solo attraverso questa sua integrità e completezza può relazionarsi, collaborare e co-costruire con i cittadini, le istituzioni e la comunità di cui fa parte. E' importante anche favorire e sostenere lo sviluppo di modelli organizzativi e gestionali di ambito distrettuale, coerenti con il dettato e l'attuazione della L.R. n. 21/2012 e della L.R. n. 12/2013”. La dimensione distrettuale caratterizza le politiche sociali e socio-sanitarie del territorio regionale e la più adeguata per garantire unitarietà e omogeneità nell'organizzazione e nella gestione del Servizio Sociale Territoriale, assicurando che le attività rivolte ai cittadini rimangano saldamente ancorate ai contesti territoriali per garantire la prossimità al territorio;

Considerato che:

- “ciò che davvero può portare a innovare il SST è il legame con la comunità di appartenenza e la sua capacità di riconoscere e attivare le risorse di relazioni, persone, organizzazioni ivi presenti per sviluppare empowerment dei soggetti e delle famiglie, rafforzandone le singole competenze in seno ad una comunità allargata, anche al fine di contrastare l'individualismo che caratterizza la nostra società.”

Dato atto che:

- nel corso di tutto il precedente mandato amministrativo è stato sviluppato, insieme ai servizi, un importante processo formativo, laboratoriale e di implementazione di strumenti di lavoro sull'insieme delle azioni di sviluppo del lavoro di comunità, nella prospettiva di fare crescere anche in questa importante direzione l'attività dei servizi, sotto il profilo della costruzione di sistema, a partire da azioni professionali improntate a questa modalità e a sperimentazioni progettuali più articolate, in alcuni ambiti territoriali;

- occorre, in questa prospettiva, prevedere un “modello integrato per il lavoro di comunità” in cui Quartieri e Servizio Sociale Territoriale definiscano ambiti e strumenti di lavoro congiunti per innalzare il benessere delle proprie comunità anche rafforzandone il livello di coesione sociale, attraverso il loro coinvolgimento attivo nel prendersi cura delle persone e del territorio secondo modalità adeguatamente strutturate;

- sotto questo profilo occorre evidenziare che il contesto istituzionale di riferimento è profondamente modificato dalla trasformazione dei Quartieri cittadini, nella riforma di recente assunta, finalizzata a potenziarne la funzione partecipativa e di sviluppo di comunità e che è in questo contesto di sistema che si inserisce una rivalutazione dell'assetto organizzativo del Servizio Sociale Territoriale;

Più specificamente, con delibera consiliare P.G. N. 142306/2015 n. 235 sono state apportate le modifiche allo Statuto che hanno riguardato, in particolare:

• l'arricchimento degli obiettivi programmatici con l'inserimento del principio di sussidiarietà orizzontale con due nuovi articoli, il primo riferito alla cittadinanza attiva e, l'altro, all'introduzione del bilancio partecipativo quale strumento di democrazia diretta, con l'obiettivo di rafforzare una modalità di amministrare la città che fa leva sull'attitudine dei cittadini a sentirsi attivamente partecipi nella costruzione delle risposte ai bisogni espressi dalla comunità. Questa modalità, che si affianca all'esercizio classico dell'azione amministrativa ma non lo sostituisce, chiama il Comune nel suo insieme - e, quindi, i Quartieri - a svolgere un ruolo di facilitazione, promozione e messa in rete delle realtà attive sul territorio, potenziando le sue capacità di relazione attraverso una maggiore apertura a forme di concorso diretto dei cittadini, come singoli o come parte di un gruppo, al perseguimento dell'interesse generale;

• la valorizzazione e l'accrescimento del ruolo contributorio del Consiglio di Quartiere nella formazione delle scelte relative ai servizi di base e nello svolgimento delle funzioni progettuali ed integrative inerenti la cura del territorio e della comunità, attraverso la creazione di reti di comunità, la promozione della cultura di prossimità, la pratica dell'ascolto e lo stimolo alla partecipazione e collaborazione dei cittadini;

Evidenziato che:

- in attuazione dei principi e obiettivi indicati dalla riforma del decentramento, le nuove attribuzioni ai Quartieri - ad integrazione delle funzioni già esercitate, previste e normate nei regolamenti specifici di riferimento vigenti - riguardano, in particolare, la cura della comunità e la cura del territorio e che, relativamente alla cura della comunità, il rafforzamento di reti sociali assume un ruolo primario come nuova impostazione per lo sviluppo delle risposte di prossimità, intesa come capacità di farsi prossimi in particolare alle problematiche delle persone in condizioni di difficoltà, rilevandone i bisogni espressi ed inespressi, le situazioni di fragilità e disagio. Ai Quartieri è, quindi, attribuito il compito di promuovere il lavoro di rete, inteso come valorizzazione delle reti naturali di persone e associazioni nel territorio, con le risorse formali ed informali per attivare ulteriori risorse e sinergie, quella messa a sistema delle relazioni istituzionali e sociali, affinché l'intera comunità in forma attiva, possa offrire opportunità e risposte in particolare alle situazioni di fragilità. Il contesto di riferimento è tutta la comunità, lo scopo è consolidare il “capitale sociale” della comunità stessa, attraverso la creazione di ambiti di lavoro e la messa in atto di azioni significative dedicate prioritariamente a:
• promuovere il benessere sociale e il senso di appartenenza alla comunità per la realizzazione di una serena e civile convivenza;
• promuovere il senso civico e la cittadinanza attiva per la cura dei beni comuni;
• promuovere lo sviluppo sostenibile;
promuovere forme di sicurezza sociale e urbana;

Dato atto, inoltre, che:

- in relazione alla disciplina regionale il Comune aveva il compito di individuare un unico soggetto pubblico gestore dei servizi sociali e socio-sanitari, al fine di superare il frazionamento nella produzione e nell'erogazione dei servizi perseguendo i principi di razionalizzazione amministrativa e di contenimento della spesa pubblica;

- con deliberazione consiliare P.G. N. 102947/2014 n. 237 è stato approvato il progetto di unificazione delle ASP, la bozza dello statuto e dello schema di convenzione della costituenda ASP “Città di Bologna”, individuata, secondo la normativa di riferimento, come l'unica forma pubblica di gestione dei servizi sociali e socio-sanitari nell'ambito distrettuale della Città di Bologna e che tale processo si è concluso con la costituzione dell'ASP Città di Bologna a far data dal 01/01/2015;

Evidenziato, altresì, che:

- nel corso del precedente mandato amministrativo sono stati sottoscritti importanti accordi di programma finalizzati all'integrazione socio-sanitaria, che hanno portato alla definizione di assetti organizzativi (ETI e UVM) di azione integrata che hanno strutturato le modalità di intervento congiunto sui casi di particolare complessità;

Dato, altresì, atto che:

• il sistema dei servizi sociali del Comune di Bologna è attualmente regolato nei suoi principi organizzativi e gestionali generali dai seguenti atti:
- Delibera del Consiglio Comunale del 26/10/1994, P.G. n. 95893/1994 "Delega all'Azienda USL di Bologna relativa alla gestione delle funzioni socio assistenziali nell'area della maternità, infanzia ed età evolutiva e nell'area degli adulti inabili in età lavorativa", tuttora vigente per le funzioni nell'area delle disabilità degli adulti;
- Delibera del Consiglio Comunale del 22/10/2007, O.d.G. 197/2007, P.G. n. 181054/2007 “Completamento delle deleghe ai Quartieri in materia di servizi alla persona” relativo all'intero ambito socio-assistenziale;
- Regolamento generale in materia di servizi sociali, del 21/07/2008 O.d.G. 122/2008, PG n. 136480/2008 (e successivi atti attuativi);
- Delibera della Giunta Comunale del 29/07/2008, P.G. n. 184742/2008 “Attuazione della Deliberazione consiliare O.d.G. n. 197/07 sul decentramento ai Quartieri in materia di servizi alla persona: organizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali”;

• l'insieme dei servizi di accesso, valutazione e presa in carico è oggi gestito da diverse strutture organizzative:
1. i Servizi Sociali Territoriali per minori e famiglie, adulti e anziani sono gestiti dai Quartieri;
2. i Servizi per disabili adulti sono gestiti dalla Ausl di Bologna;
3. i Servizi per gli immigrati/protezioni internazionali, i Servizi per persone senza dimora, i Servizi per minori stranieri non accompagnati e non riconosciuti alla nascita sono gestiti dall'ASP città di Bologna;
4. Il Servizio di pronto intervento sociale (PRIS) è gestito a livello cittadino dall'Area Benessere di Comunità.

sulla base delle seguenti considerazioni:

risulta necessario ridefinire l'impianto dei servizi nell'articolazione di un assetto organizzativo che garantisca la realizzazione di:
• un unico Servizio Sociale Territoriale unitario, territorialmente organizzato (in almeno sei presidi locali collocati nelle sedi operative attuali presso i Quartieri) per svolgere l'insieme delle funzioni di accesso valutazione e presa in carico sia in ambito sociale che sociosanitario;
• una direzione dei servizi alla persona unitaria che esprima il dovuto valore professionale e manageriale nella ricomposizione della struttura di comando e di integrazione dei processi assistenziali e organizzativi fra il SST e le unità di produzione / erogazione delle prestazioni, fra gli interventi destinati alle diverse popolazioni-target e che garantisca la realizzazione dei processi trasversali più complessi e critici che richiedono alta integrazione funzionale tra le varie unità organizzative interne ed esterne (reti professionali di cura e assistenza socio- sanitarie, educative e reti di collaborazione istituzionali con autorità giudiziaria, di polizia, ecc.);
• la riunificazione della “famiglia professionale” degli Assistenti sociali e degli altri Operatori sociali fatta dai professionisti dell'intervento sociale, con un'attenzione specifica alla formazione e la crescita professionale del personale, il consolidamento del ruolo dei professionisti del sociale nell'interlocuzione con i servizi sanitari e le altre agenzie pubbliche e private che realizzano interventi di welfare, la sperimentazione e l'innovazione continua degli interventi volti a migliorare il benessere della comunità;

Atteso che:

- il riordino complessivo del Servizio Sociale Territoriale ha, pertanto, come obiettivo generale la ricomposizione delle attività garantite in precedenza dai servizi sociali dei Quartieri, con quelle per i disabili delegate all'Ausl e i servizi di accesso, valutazione e presa in carico già realizzati dall'Azienda ASP Città di Bologna, nonché la ridefinizione della loro relazione con le unità di produzione, per la realizzazione di processi unitari di erogazione delle prestazioni;

- la ricomposizione, in particolare con i servizi in gestione ad ASP, è definita ricercando le migliori interazioni possibili sotto il profilo della connessione con le funzioni di produzione dei servizi e le funzioni dedicate eventualmente da assumere unitariamente, garantendo, quando questo costituisca un valore aggiunto, per quell'ambito dedicato, nel medesimo ambito organizzativo il complesso delle azioni di risposta al bisogno, con l'obiettivo di completare un assetto di forte integrazione e funzionalizzazione;

Ritenuto che:

- in tale contesto occorra tenere in attenta considerazione la necessità di fare crescere il processo di integrazione socio-sanitaria, strutturata sulle situazioni complesse;

- sotto questo profilo, assume una particolare delicatezza la definizione dell'organizzazione relativa ai disabili, rispetto ai quali si ribadisce la prospettiva del ritiro della delega dalla AUSL, in un processo che articoli un sistema integrato di interventi tra Comune e AUSL che assicuri a questa fascia di popolazione in particolare condizione, il medesimo livello di risposta e di garanzia;

Dato atto che:

- nel precedente mandato amministrativo si è sviluppato un lungo e articolato confronto, con i servizi e con le OO.SS., in ordine alle modalità ed alle prospettive organizzative finalizzate a perseguire l'unitarietà del Servizio Sociale Territoriale;

- anche in esito a tale confronto e, più complessivamente, considerando le attuali difficoltà dei Servizi Sociali Territoriali che portano alla valutazione della necessità di un complesso lavoro di ridefinizione, ricomposizione e riassetto dell'intero quadro di riferimento, si ritiene opportuno assumere direttamente come Amministrazione Comunale questo compito, nella consapevolezza della necessità di massima sinergia con tutti i professionisti che realizzano e sviluppano questi servizi;

Dato atto che:

- si rende necessario dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000, stante l'urgenza di avviare il percorso di definizione di quanto stabilito nella presente deliberazione nei tempi previsti;

- la presente deliberazione non comporta riflessi diretti e indiretti sulla situazione economico-finanziaria e sul patrimonio dell'ente;

Preso atto, ai sensi dell'art. 49, comma 1, del Decreto Legislativo n. 267 del 18/8/2000, così come modificato dal D.L.n.174/2012, dei pareri favorevoli in ordine alla regolarità tecnica espressi rispettivamente dal Responsabile dell'Area Benessere di Comunità, dal Responsabile dell'Area Affari Istituzionali, Quartieri e nuove cittadinanze e della dichiarazione del Responsabile dell'Area Risorse Finanziarie che il parere in ordine alla regolarità contabile non è dovuto;

Dato atto che tutti i Consigli dei Quartieri cittadini hanno espresso parere favorevole ai sensi degli art. 10 e 11 del vigente Regolamento sul Decentramento ed hanno, altresì, formulato varie indicazioni, valorizzabili nel successivo percorso di attuazione del processo di riordino a cui l'Amministrazione darà corso;

Su proposta dell'Area Benessere di Comunità e dell'Area Affari Istituzionali, Quartieri e nuove cittadinanze;

Sentite le commissioni consiliari competenti;
DELIBERA
  1. DI RIDEFINIRE l'assetto dei servizi realizzando un unico Servizio Sociale Territoriale unitario, territorialmente organizzato, per svolgere l'insieme delle funzioni di accesso valutazione e presa in carico sia in ambito sociale, che sociosanitario;
  2. DI PREVEDERE l'unificazione gestionale del Servizio Sociale Territoriale, in capo all'Area Benessere di Comunità a far data dal 1 febbraio 2017;
  3. DI REVOCARE parzialmente la deliberazione di Consiglio Comunale n. 197 P.G. n. 181054/2007 del 22 ottobre 2007 con oggetto "Completamento delle deleghe ai Quartieri in materia di servizi alla persona" relativamente agli ambiti socio-assistenziali;
  4. DI STABILIRE che, per quanto attiene alla gestione delle aree sosta per nomadi di cui al Regolamento P.G. n. 100461/2002, si procederà con separati atti in esito alla definizione del progetto regionale di superamento delle stesse aree e della conseguente revisione del predetto Regolamento comunale;
  5. DI AVVIARE un confronto con AUSL per la predisposizione di un progetto di definizione dell'organizzazione integrata relativa alla disabilità adulti e di prevedere che la Giunta completi l'assetto di definizione dei servizi e delle attività da assegnare alla competenza gestionale di ASP Città di Bologna;
  6. DI DARE MANDATO alla Giunta comunale di procedere alla definizione complessiva del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali.

Infine, con votazione separata,
DELIBERA

DI DICHIARARE il presente provvedimento immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134 comma 4 del DLgs.n. 267/00.